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L’avresti detto mai, di Franco Bonvini [Poesia] :: LaRecherche.it

L’avresti detto mai, di Franco Bonvini [Poesia] :: LaRecherche.it Ma tu l'avresti detto mai un tempo che quelle automobiline a pila di metallo verniciato a colori lucidi e brillanti che curvavano agli ostacoli e non cadevano dai tavoli quelle su cui sognavi di salirci per poter andare dove vuoi non l'avresti detto che oggi sono qui e non avresti detto mai che ci puoi anche salire per davvero anche se tu avevi forse l'unica che si bloccava all'angolo. Così come oggi non diresti mai che un giorno inventeranno quelle pile quelle che corri corri e non si scaricano mai quelle che desideravi quando l'automobilina non correva più. Lo stesso vale per le ragazze che sognavi viste nelle riviste di mamma o nei cataloghi non l' avresti detto mai un tempo che oggi avrebbero abitato ancora i sogni tuoi. Così come oggi non diresti mai che un giorno inventeranno un sogno che sogni sogni e la notte non finisce mai. Mentre la vita invece sì.

Non lo so fare, di Franco Bonvini [Poesia] :: LaRecherche.it

Non lo so fare, di Franco Bonvini [Poesia] :: LaRecherche.it Ci dev' essere qualcosa di più di quello che so di quello che si vede guardando il lago avvicinarsi alla velocità del mio motore qualcosa che l'acqua vuole dire e io non so capire qualcosa che chiama mentre io non sto a sentire. Qualcosa che mi corre al fianco sulla strada alta sopra i campanili a lago qualcosa che non è in tutto quel brillare che fa il sole riscaldando i corpi delle bagnanti sulle rive e nemmeno nell' aria calda che mi scorre intorno come un abbraccio. Allora forse non è nascosto in tutte quelle meraviglie anche se il lago sa essere meraviglioso per nasconderlo bene forse è nell'albero ferito con le radici al sole nella radice bianca sulla riva seccata al sole o nella vecchietta sola che va verso la chiesa qualcosa come un lamento, più giù, in fondo al lago. Ma questo in fondo è solo un mio pensare e quel qualcosa sta in tutte e due le cose bisognerebbe svanirci dentro senza più pensare per c...

Tempo mio, di Franco Bonvini [Poesia] :: LaRecherche.it

Tempo mio, di Franco Bonvini [Poesia] :: LaRecherche.it Questo è il mio tempo: sono così tanti i miraggi, e le visioni che il cuore finge così tanti da ingannare gli occhi. Donne stese sul profilo dei monti capezzoli d'albero eretti al cielo e inguine d'acero rosso sembrano così vere m'invitano a tornare sulle rive del lago e cercarle per rivederne le bellezze.

Non di questo mondo, di Franco Bonvini [Poesia] :: LaRecherche.it

Non di questo mondo, di Franco Bonvini [Poesia] :: LaRecherche.it È come se il mondo parlasse una lingua sconosciuta che però lui capiva benissimo. Al tempo stesso è come sapesse che non sarebbe riuscito ad impararla mai. Le parole stavano tutte stese a terra come stelle sul pavimento della camera e lui camminava tra gli spazi vuoti o nelle pozze di luce disegnate dagli spazi tra le persiane. Tutto questo dentro un’aria colorata di musica e ombre attorno, sui muri e sui divani. Amorevoli ombre protettrici.

Let it snow, di Franco Bonvini [Poesia] :: LaRecherche.it

Let it snow, di Franco Bonvini [Poesia] :: LaRecherche.it Stamattina il mondo s'è svegliato tutto pulito e bianco stamattina il mondo s'è svegliato e sembrava un neonato che non sapesse d'esser nato. S'intuivano appena appena le strade ombre scure e rettilinee già tracciate sopra la neve gli alberi piegati come severi osservatori piegati dal peso di leggera, soffice e vaporosa neve. Tanto vaporosa da confondersi nell' aria con il cielo eppure nell' aria c' era come un' aria di attesa attesa che quel che è già stato appaia. Attesa che si sciolga, tutta quella neve, sposando la terra anche se questa provvisoria veste bianca sembra proprio un sogno sotto è già tutto scritto e disegnato e anche quello che c'è sotto mi piace ancora tanto. Anche se poi quel che appare non è più quel giardino segreto che da qui, ora, si riesce a immaginare.   Foto mia.

Guarda la voce, di Franco Bonvini [Poesia] :: LaRecherche.it

Guarda la voce, di Franco Bonvini [Poesia] :: LaRecherche.it Guarda la voce muove le foglie all'albero che come tante doppiatrici traducono l' inudibile voce così melodiosa quando si unisce al canto delle onde nella luce grigia che scende dai monti. E' un albero solitario sentinella da tempo immemore sulle rive ha visto l' origine della voce e te ne regala le forme. Forse è solo l'anima che sogna incantata dall' atmosfera ascolta mormorii e sospiri mentre la sentinella danza e canta riflessa sulle onde. Certo che è l'anima che sogna perchè è lì che si placa e si sente a casa amata.

Il costruttore di frecce, di Franco Bonvini [Poesia] :: LaRecherche.it

Il costruttore di frecce, di Franco Bonvini [Poesia] :: LaRecherche.it C'era una volta in fondo a una grande discesa da dove i bimbi scendevano su grandi carri di legno e cuscinetti d'acciaio una città. Oh, certo che si sbucciavano ogni tanto ma era quasi un vanto e poi in quella città ci abitava un'infermiera miracolosa che con due baci guariva i dolori. Era una città murata e stesa sulle rive di un lago sulle cui rive sorgevano castelli, e castellane che ti accoglievano nei giorni di pioggia. Era incastonata tra i monti e sulle cime piccoli indianini lanciavano frecce agli alberi e correvano sulle grandi praterie di narcisi. Da quelle cime partivano i falchetti che scendevano a lago a salutare i cigni e gli ospiti della castellana. Ci abitava anche il costruttore di frecce, il suonatore di fili d'erba e scalatore di rocce che sognava un piccolo indianino che lanciava frecce agli alberi. Lui e la sua regina infermiera, Lo riconoscereste ovunque, anche steso sul pavimen...